alessandro zalaffi
WWW.TUNNELCARPALE.ORG - DISTURBI DA COMPRESSIONE DEI NERVI PERIFERICI E DELLA COLONNA VERTEBRALE
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elettromiografia EMG
 

GLI esami

La valutazione delle lesioni dei nervi periferici si basa su:

  • a) UNA VISITA ACCURATA. è il primo passo per impostare bene la diagnosi e la terapia.
    Sulla base dei soli sintomi clinici e dei reperti obiettivi è spesso però difficile differenziare i gradi di danno in neuroprassici, assonotmesici e neurotmesici, così come è difficile distinguere se una polineuropatia colpisce maggiormente gli assoni o la mielina. [Grant G.A., Goodkin R., Kliot M.: Evaluation and surgical management of peripheral nerve problems. Neurosurgery 44: 825-840, 1999].
    Per questo motivo la valutazione clinica è spesso affiancata da altri esami.
  • b) STUDI ELETTROFISIOLOGICI come l’elettromiografia e i test di conduzione nervosa. In effetti le indagini elettrodiagnostiche sono particolarmente utili nel differenziare le lesioni neuroprassiche da quelle assonotmesiche e neurotmesiche e nel catalogare un danno di tipo prevalentemente mielinico o assonale (vedi disturbi dei nervi periferici).
    Ci sono poi tutta una serie di altri presidi.
  • c) LA RISONANZA MAGNETICA NUCLEARE (RMN)
  • d) L'ECOGRAFIA
  • e) Altri esami COMPLEMENTARI che vengono generalmente effettuati in SECONDA ISTANZA perché più complessi o rischiosi.

L'IMPORTANZA DI UNA DIAGNOSI PRECOCE

Le malattie neurochirurgiche o ortopediche che sono dovute alla compressione di un nervo o di una radice della colonna vertebrale sono molto comuni. Esse possono causare una considerevole disabilità. Una diagnosi precoce è importante per istituire un rapido trattamento e minimizzare il danno potenziale.

Sebbene la diagnosi appropriata sia spesso evidenziata dall’esame clinico, essa può essere più difficile quando la presentazione è atipica, o quando sono presenti limitazioni tecniche o anatomiche per cui diventa importante la scelta dell’esame diagnostico strumentale più indicato.
Uno dei presidi diagnostici più importanti è la neurofisiologia.

LA NEUROFISIOLOGIA

Fino ad ora, per motivi storici, la parte di approfondimento neurofisiologico delle malattie di interesse neurochirurgico o ortopedico è sempre stata effettuata da specialisti in Neurologia o Neurofisiologia Clinica, mentre la scelta terapeutica veniva fatta dal chirurgo (Neurochirurgo, Chirurgo Ortopedico, Chirurgo della mano, Chirurgo plastico o altro a seconda dei casi). Talvolta il chirurgo si trovava a dover contraddire le affermazioni o le impostazioni di trattamento del Neurologo o del Neurofisiologo Clinico.

Questa dicotomia ha rappresentato e rappresenta un problema perché, a fronte di una eccellente preparazione specifica dei colleghi specialisti in Neurologia, purtroppo l’esperienza quotidiana del lavoro (al di fuori della attività di laboratorio) e quindi la esposizione a patologia formativa che riceve un neurologo, è di tipo differente rispetto a quella che riceve un chirurgo.

La Neurofisiologia Chirurgica

Si è andata evolvendo, anche per questo motivo, negli ultimi anni, una nuova superspecializzazione: la Neurofisiologia Chirurgica (vedi monitoraggio intraoperatorio). Essa è in rapida e continua espansione ed è basata principalmente sulle tecniche di monitoraggio intraoperatorio.
http://www.healthpronet.org/ahp_month/03_04.html"
http://neurosurgery.medschool.ucsf.edu/patient_care/monitoring.html
http://neurosurgery.medschool.ucsf.edu/patient_care/monitoring.html

L’orientamento futuro è quello di creare figure professionali specificatamente dedicate a indagare e trattare disturbi di tipo chirurgico, della colonna, dei nervi periferici (ma anche dell’encefalo) con l’utilizzo di tecnologie avanzate e competenze specifiche. Una favorevole possibilità è quella di Neurochirurghi esperti di Neurofisiologia.

Questi specialisti lavoranano per

  • Fare la diagnosi di sede della lesione compressiva o le diagnosi differenziali con altre malattie.
  • Monitorare, durante e dopo la chirurgia, la funzione dei tessuti nervosi per proteggerli da danni potenziali.

DIAGNOSI IN SEDE

L'ELETTROMIOGRAFIA

Esiste una importante parte del sistema nervoso, chiamata SISTEMA NERVOSO PERIFERICO, che include i grandi nervi nelle braccia e nelle gambe. Questa può essere studiata utilizzando raffinati metodi di valutazione elettrica.

L’elettromiografia (EMG) significa la misurazione della attività elettrica dei muscoli. Però il termine include anche gli studi di conduzione nervosa, che testano la funzione elettrica dei nervi negli arti. Così quando viene detto che è necessario fare una elettromiografia, si intendono entrambi questi esami.

Il neurofisiologo deciderà se entrambi i test o uno o l’altro sono necessari per il vostro problema particolare, e se entrambi sono richiesti solitamente vengono effettuati durante la stessa visita.

Per approfondimenti consulta la sezione Studi elettrofisiologici

L'ELETTROMIOGRAFIA SERVE SOLO PER FARE LA DIAGNOSI O ANCHE PER SCEGLIERE E MONITORARE IL TRATTAMENTO?

In medicina la diagnosi non è tutto. Il trattamento e la prognosi sono aspetti altrettanto importanti per la cura. L'abilità di stabilire una prognosi e di educare pazienti e familiari in questi argomenti è spesso una cosa trascurata ma è un fattore importantissimo nel successo della interazione tra medico e paziente. E' per questo motivo che è in progressivo aumento la letteratura sull'uso dell'elettrodiagnosi per il trattamento e la prognosi nei disturbi del sistema nervoso periferico.

Per "Prognosi" si intende l'abilità di prevedere il decorso individuale della malattia di un paziente mentre per "Trattamento" si intende la verifica della utilità, con una valutazione elettrodiagnostica, della cura in corso rivalutando un paziente con una diagnosi già stabilita.

Le tecniche ed i parametri utili nella prognosi e nel trattamento sono gli stessi che sono utili per la diagnosi, sebbene le procedure che sono migliori per la diagnosi possano non essere le migliori o le più utili nel determinare la prognosi.

Per esempio lo studio della ampiezza del potenziale di azione motorio composto sono solitamente una misura migliore per la prognosi dopo una lesione di un nervo di quanto non lo siano gli studi della velocità di conduzione perché sono una rappresentazione migliore della fisiopatologia che è più importante per la prognosi e cioè la perdita assonale.

Lesioni Traumatiche dei Nervi

Uno studio elettrodiagnostico iniziale non può differenziare una lesione assonotmesica severa da una neurotmesica. Perciò in questi casi il potenziale rigenerativo necessita di essere studiato nel tempo in maniera seriata. L'indicatore più sensibile di rigenerazione, è l'elettromiografia ad ago. Infatti potenziali di unità motoria “nascenti” appaiono fino a 2 mesi prima del ritorno clinico della funzione motoria. [Goodgold J., Eberstein A., Electrodiagnosis of Neuromuscola disease. Baltimore: William & Wilkins; 1972. p 172-178].

Neuropatie da Intrappolamento

Un esito favorevole è comune quando all'esame elettrodiagnostico si ottengono: un moderato prolungamento delle latenze sensitive e motorie, una preservazione della ampiezza del potenziale motorio, e la mancanza di denervazione.

[Bland J.D. Do nerve conduction studies predict the outcome of carpal tunnel decompression? Muscle Nerve 2001; 24: 935-940.]; [Relation of preoperative nerve-conduction values to outcome in workers with surgically treated carpal tunnel syndrome. J Hand Surg [Am] 1997; 22: 216-221]; [Hou Y., Mickelsen p., Robinson L.R.: Electrodiagnostic and clinical outcome predictors after carpal tunnel release. Muscle Nerve, 2002; 26: 568].

Gli studi di conduzione solitamente rispondono ai trattamenti terapeutici per la sindrome del tunnel carpale, sebbene essi riflettano il risultato sintomatico solo in modo molto generale.[Rosenbaum R.B., Ochoa J.L.: Carpal Tunnel sindrome and other disorderso of the median nerve. Boston: Butterworth-Heinemann; 1993, p 168-169].

Complessivamente

In numerose malattie del sistema nervoso periferico, l'esame neurofisiologico è più utile per fornire informazioni che permettano una prognosi accurata di quanto non lo sia per la diagnosi. Nelle lesioni traumatiche delle radici nervose, nelle neuropatie da intrappolamento, l'esame elettrodiagnostico fornisce importanti informazioni prognostiche. Per molte malattie, l'elettrodiagnosi permette misurazioni seriate delle modificazioni fisiologiche, che sono uno specchio delle modificazioni cliniche e così assiste nel controllare la progressione della malattia e la sua risposta ai trattamenti come per esempio nella neuropatia diabetica.

Questa risposta si basa largamente su quanto scritto molto bene sull'argomento da James Gilchrist e George Sachs su uno degli ultimi numeri di Muscle & Nerve una importantissima rivista americana dedicata specificamete a questo settore [29: 165-190, Febbraio 2004],.

Autore: Dott. Alessandro Zalaffi Neurochirurgo
(Curriculum e bibliografia)

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Questa pagina e' stata aggiornata il: 11-07-2005

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