alessandro zalaffi
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il trattamento medico
 

IL TRATTAMENTO MEDICO

LESIONI FOCALI POST-TRAUMATICHE, COMPRESSIVE E DA STIRAMENTO

I gradi clinici e patologici precedentemente descritti (vedi lesioni dei nervi periferici) aiutano ad impostare il trattamento:

  • Dopo una lesione traumatica acuta, le lesioni nervose neuroprassiche ed assonotmesiche dovrebbero essere lasciate guarire spontaneamente. Le lesioni neurotmesiche, in continuità o in discontinuità, richiedono la chirurgia per resecare ogni tessuto cicatriziale che ostacola la reinnervazione e ristabilire una continuità del segmento danneggiato del nervo con il tessuto trapiantato.
  • In una lesione nervosa cronica, come una neuropatia da intrappolamento (per esempio la sindrome del tunnel carpale o lo schiacciamento del nervo ulnare al gomito) deve essere sviluppato un albero decisionale di trattamento razionale sia medico che chirurgico. In generale
    • una lesione da intrappolamento cronico di grado clinico lieve può essere seguita e trattata con una terapia medica, meccanica, fisica e modificazione degli atteggiamenti posturali che accentuano i sintomi.
    • Una lesione da intrappolamento nervoso cronico di grado clinico moderato può essere anch’essa trattata inizialmente con la terapia medica, meccanica, fisica ed occupazionale. La chirurgia è necessaria solo nei casi in cui la risposta al trattamento si dimostra inadeguata.
    • Una lesione da intrappolamento nervoso cronico di grado clinico grave dovrebbe essere fortemente considerata adatta ad una decompressione chirurgica

POLINEUROPATIE E DOLORE NEUROPATICO

I sintomi delle neuropatie possono essere trattabili anche se la causa della neuropatia non è curabile o sconosciuta. Con misure di trattamento semplici, molti pazienti possono avere un significativo miglioramento dei sintomi.

Ad esempio:
Per compensare il piede cadente può essere indossata una ortosi che fissi l’articolazione della caviglia. Il principale beneficio offerto da questo tipo di ortosi è la maggiore stabilità della caviglia che risulta in un migliore bilanciamento e supera la tendenza di inciampare con gli alluci sui margini degli scalini, degli infissi e dei tappeti. Una ortosi leggera, ben calzata che fissi la caviglia e scivoli dentro la scarpa è solitamente la più confortevole. I pazienti con debolezza del polso e degli estensori delle dita possono essere aiutati con una steccatura che tenga il polso e le dita in una posizione neutra. Sfortunatamente questo tipo di di steccature è di scarso aiuto quanto c’è una debolezza significativa anche dei muscoli intrinseci della mano.

Il dolore, particolarmente nel piede, spesso accompagna i disturbi sensoriali di una neuropatia. Paradossalmente, nelle polineuropatie con dolore preminente, i deficit neurologici sono spesso minori e c’è una dissociazione tra la reale disabilità ed livello di sofferenza del paziente. I pazienti possono interpretare il dolore come segno di un serio disturbo che ostacola la loro indipendenza e la loro vita. Talvolta, semplicemente assicurare ed enfatizzare quanto poco di funzione neurologica sia stata persa, aiuta il paziente a gestire in maniera più efficace il dolore neuropatico.

Le misure non farmacologiche possono essere altrettanto efficaci come i farmaci.
Una accurata attenzione dovrebbe essere dedicata alle calzature. Sono consigliabili scarpe morbide, con suola soffice e calzini spessi sono consigliabili. Il dolore neuropatico tende a peggiorare a temperature estreme, specialmente al calore. Sandali con le dita scoperte possono dare sollievo. Il prolungato sollevamento di pesi spesso peggiora il dolore neuropatico; i pazienti il cui lavoro richiede che stiano in piedi possono essere aiutati da frequenti piccoli intervalli con assunzione della posizione seduta.

Il pediluvio produce benessere di breve durata in molti pazienti. Bagnare i piedi fino alla caviglia in acqua fredda di rubinetto (senza ghiaccio) per 15-20 minuti può essere particolarmente utile al momento di coricarsi. Sebbene il benessere sia di breve durata, esso può essere sufficiente a permettere al paziente di addormentarsi e di dormire bene. Per alcuni pazienti, l’acqua calda è meglio di quella fredda, ed altri trovano che alternare l’acqua calda e quella fredda (cosiddetto pediluvio di contrasto) da un migliore benessere. Una ispezione quotidiana dei piedi per lesioni non rilevate è una importante abitudine che dovrebbero sviluppare i pazienti con neuropatia e che può essere combinata in maniera conveniente con il pediluvio serale.

I farmaci possono essere utili nella gestione del dolore neuropatico, ma gli scopi della terapia dovrebbero essere realistici.
E’ improbabile una completa scomparsa del dolore. Perciò lo scopo della terapia dovrebbe essere quello di rendere il dolore il più tollerabile possibile senza aggiungere effetti collaterali intollerabili da farmaci. Dei molti farmaci che possono essere provati per il dolore neuropatico, i tricilici (specialmente l’amitriptilina) e la carbamazepina sono ancora quelli utilizzati più di frequente, sebbene il gabapentin sia usato sempre più come agente di prima linea. I dolori lancinanti, parossistici possono rispondere più probabilmente alla carbamazepina (200 mg x 3 / die), mentre l’amitriptilina (da 10 a 30 mg al momento di coricarsi) è il farmaco preferito per i più comuni continui intorpidimenti brucianti. Numerosi studi randomizzati e controllati nei pazienti con dolore neuropatico di varie etiologie hanno mostrato un chiaro beneficio del Gabapentin rispetto al placebo utilizzando differenti misure di sollievo dal dolore. [Mendell J.R., Sahenk Z.: Painful sensory neuropathy. N Engl J Med 348: 1243, 2003 – PIMD 12660389]. Le dosi efficaci di gabapentin variano considerevolmente; nella maggior parte dei pazienti, un buon dosaggio iniziale è di 300 mg tre volte al giorno, che può essere aumentato nell’arco di alcune settimane fino a 1800 – 3600 mg al giorno o anche più alto, in relazione alla risposta.

Prima di trarre qualunque conclusione sulla utilità di un farmaco per il dolore neuropatico dovrebbe essere effettuato almeno un mese di trattamento. In aggiunta ai triciclici, alla carbamazepina ed al gabapentin, i salicilati ed altri semplici analgesici possono dare beneficio ad alcuni pazienti.. Come nel caso di altri tipi di dolore cronico, la pratica usuale è stata di evitare i narcotici, ma si sta sviluppando un nuovo apprezzamento per i benefici potenziali degli oppioidi nel gestire il dolore neuropatico cronico [Foley K.M.: Opioid and cronici neuropathic pain. N. Engl. J Med. 348: 1279, 2003 – PMID 12660393].
I farmaci di seconda linea per il dolore neuropatico includono il baclofen, mexiletina, acido valproico e topiramato. Le frizioni locali con capsaicina causano una deplezione del neurotrasmettitore sostanza P, nelle corna dorsali del midollo spinale e aiutano alcuni pazienti. Per la maggior parte dei pazienti, però, la spesa e la scarsa comodità della applicazione locale di capsaicina superano ogni beneficio.

Il alcuni pazienti il dolore rimane refrattario a tutte queste misure. Questi pazienti presentano problemi gestionali. Un depressione concorrente può complicare la situazione, e il riferimento ad uno psichiatra può essere utile. Può anche essere considerato il riferimento ad un centro multidisciplinare per la gestione del dolore.

ATTENZIONE: I principi elencati in questo scritto servono per aiutare il medico quando ha a che fare con una moltitudine di problemi nervosi periferici. Questi principi sono semplificazioni e non possono sostituire una considerazione accurata per ciascun paziente da parte di un clinico capace che utilizza tutta la propria conoscenza clinica e la propria esperienza.

 

Autore: Dott. Alessandro Zalaffi Neurochirurgo
(Curriculum e bibliografia)

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Questa pagina e' stata aggiornata il: 11-07-2005

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