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LE
LESIONI DEL SISTEMA NERVOSO PERIFERICO
La causa più frequente
di lesione dei nervi periferici è
di gran lunga un trauma che può
essere acuto (compressione, trazione
o lacerazione) o cronico (compressione
o trazione).
La maggior parte delle lesioni traumatiche
acute dei nervi sono causate da traumi
chiusi, smussi, che possono stirare
e comprimere un nervo ma che generalmente
lo lasciano in continuità.
Un nervo periferico può essere
soggetto a forze di tensione o compressione
cronica, come nelle sindromi da intrappolamento
(per es. la sindrome del tunnel
carpale, che rappresenta il tipo più
comune di lesione cronica del nervo).
Masse espansive (per esempio tumori,
cisti, pseudoanerismi traumatici)
possono anch’esse secondariamente
danneggiare i nervi adiacenti in maniera
sub-acuta o cronica.
Le neuropatie da intrappolamento si
verificano in regioni anatomiche dove
un nervo periferico diviene cronicamente
leso mediante compressione o stiramento
o entrambi, fino al punto in cui risultano
sintomi e reperti clinici di disfunzione.
La fisiopatologia sottostante è
dovuta alla distorsione meccanica
diretta, alla compressione, allo stiramento
ed alla ischemia secondaria.
La severità o il grado della
lesione di un nervo periferico è
determinata in larga estensione dalla
grandezza, dalla durata e dal tipo
di forza applicata
per generare la lesione stessa.
Seddon [Seddon H.J.: Three types of
nerve injury. Brain 66: 237-288, 1943]
ha definito tre gradi patologici
di danno del nervo (cioè
neuroaprassia, assonotmesi e neurotmesi).
Questi gradi sono basati sulla estensione
della lesione di tre specifiche componenti
strutturali o funzionali del nervo:
1) le cellule di assoni nel
sistema nervoso periferico;
2) gli assoni periferici,
che conducono i segnali al Sistema
Nervoso Centrale e dal SNC (che è
composto da midollo spinale e cervello);
3) la matrice tissutale
connettivale attorno al nervo periferico,
che può servire come una autostrada
per gli assoni in via di rigenerazione.
Altri, come Sir Sydney Sunderland
[Sunderland S: A classification of
peripheral nerve injuries producing
loss of function. Brain 74: 491-516,
1951], hanno espanso questo semplice
sistema classificativo suddividendo
i gradi di lesione neurotmesica. Per
la maggior parte delle situazioni
cliniche i tre gradi di Seddon sono
adeguati nel descrivere la fisiopatologia
delle lesioni del nervo periferico
e verranno descritte in maggiore dettaglio:
Lesioni Neuroprassiche:
coinvolgono nel danno specificatamente
il rivestimento mielinico delle cellule
di Schwann mentre viene preservata
la continuità assonale. La
conduzione nervosa è rallentata
o assente attraverso la lesione neuroaprassica,
sebbene essa sia preservata prossimamente
e distalmente alla lesione. Queste
lesioni sono generalmente localizzate
e rappresentano il grado più
lieve di lesione nervosa. Esse sono
reversibili, con pieno recupero della
funzione che solitamente si verifica
entro settimane o alcuni mesi dall’iniziale
lesione traumatica.
Lesioni Assonotmesiche: sono
più severe e sono caratterizzate
da una interruzione degli assoni con
preservazione della zona circostante.
Si verifica una degenerazione Walleriana
distale, ed il recupero si può
avere solamente mediante una rigenerazione
assonale ad una velocità approssimativa
di 1 mm al giorno.
Lesioni Neurotmesiche: rappresentano
il grado più severo di di lesione
di un nervo periferico. Queste lesioni
sono caratterizzate da una distruzione
dell’assone, della mielina e
delle componenti circostanti del nervo.
Le lesioni neurotmesiche possono lasciare
il nervo in continuità fisica
o in discontinuità. Si verifica
una degenerazione Walleriana, ma la
rigenerazione non si può verificare
a causa della distruzione con il tessuto
cicatriziale sopraggiunto (cioè,
lesione neurotmesica in continuità)
o assenza (lesione neurotmesica in
discontinuità) delle strutture
necessarie per la ricrescita assonale.
Queste lesioni perciò richiedono
una riparazione chirurgica, spesso
con interposizione di trapianti di
tessuto nervoso o altro. [Klline D.G.,
Surgical repair of peripheral nerve
injury. Muscle Nerve 13: 843-852,
1990].
Ci sono altre cause di dolori e disturbi
agli arti, al collo ed alla schiena
che non sono dovute a compressione
dei nervi periferici ma esulano dall'argomento
trattato in questo sito.
Autore:
Dott. Alessandro Zalaffi Neurochirurgo
(Curriculum
e bibliografia)
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